La Leggenda della Mille Miglia

La corsa più bella del mondo che parte ed arriva a Brescia, ha avuto origine dalla passione e dal bisogno di contrastare l’industria automobilistica francese che stava sovrastando quella italiana. Le radici della corsa ha dei nomi e cognomi: Franco Mazzotti e Aymo Maggi, due rampolli della nobiltà bresciana che si sfidavano con il treno per andare a Milano e raccontare le loro gesta a Borzacchini, Brilli Peri, Danese, Nuvolari ed altri.
Nella notte della vigilia di Natale del 1926 il giornalista Giovanni Canestrini sentì la voce roca di Aymo Maggi che lo stava chiamando giù dal cortile. Con lui c’erano anche Franco Mazzotti, Renzo Castagneto ed il barone Flaminio Monti. I quattro si misero a parlare sulla necessità di portare il nome dell’industria italiana delle automobili sul palcoscenico mondiale e questo poteva essere fatto attraverso un evento sportivo non legato però ad un particolare circuito, la corsa doveva essere svolta su strada. Un esempio poteva essere da Brescia fino a Roma e ritorno: l’andata doveva passare lungo la Riviera Adriatica da Ravenna fino a Pescara, poi verso L’Aquila ed arrivo nella capitale, il percorso inverso sarebbe dovuto passare per Siena, Firenze e Bologna per terminare a Brescia. Analizzando il percorso complessivo si accorsero che sarebbero stati percorsi circa 1.600 KM di strada e Mazzotti, che era stato negli Stati uniti qualche giorno prima, azzardò il nome leggermente anglosassone di “Mille Miglia“. Nacque in questo modo la Coppa delle Mille Miglia la cui prima edizione si disputò nel 1927. Canestrini ideò il logo della manifestazione, una freccia rossa con al centro il numero mille.
La prima edizione scattò da Brescia il 27 marzo del 1927, manifestazione vinta da una O.M. Superb 665 in versione sportiva pilotata da Giuseppe Morandi, vinse con la media di 77 KM orari ed arrivò a Brescia dopo 21 ore, 4 minuti e 28 secondi di gara. Nel 1928 arrivarono le Bugatti che però non si rivelarono all’altezza, questa edizione fu vinta da una Alfa Romeo innovativa, la 6 cilindri 1500 Super Sport guidata da Giuseppe Campari. La casa del biscione iniziò così una lunga serie di vittorie, 11 per la precisione, con all’interno le sole due vittorie della Mercedes e BMW. In particolare nella gara del 1930 avvenne un episodio che ricorda la leggenda di Nuvolari: nella notte spense i fari per non farsi riconoscere da Varzi al momento di sorpassarlo e così vincere quell’edizione con una Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport.

Alfa Romeo
Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport

Oggi la Mille Miglia è uno degli eventi motoristici più importanti del mondo. Dal 1982, dopo circa un quarto di secolo dall’ultima edizione si corre su quelle stesse strade questa bellissima corsa automobilistica, rievocazione storica di quella gara che ha portato il made in Italy dell’automobile nel mondo.
Ricordo ancora, quando da alunno, venivamo portati con tutta la scolaresca in piazza a Montefiascone, per assistere al passaggio di queste splendide automobili e sventolare le bandierine che il comitato organizzatore regalava ai bambini. Ancora oggi, quando posso, vado a vedere il passaggio di quei bolidi ed il tempo non sembra mai trascorso.

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