I Nove Mondi della Mitologia Nordica

La Mitologia Nordica rappresenta, da sempre, una delle principali fonti di ispirazione per centinaia di autori Fantasy, situati in qualsiasi parte del mondo e di qualunque epoca.
Tale mitologia ha origine da quella germanica, al suo interno, vengono compresi i miti e le leggende scandinave. Si parla di dei, eroi antichi e soprattutto dei miti della creazione e della successiva distruzione dell’universo intero. Secondo molti studiosi di Mitologia Nordica, quanto giunto ai giorni nostri, in merito a questo argomento affascinante, non è esattamente quanto promosso originariamente dal paganesimo. I riti e le credenze sono stati leggermente cambiati, soprattutto per l’influenza esercitata dal cristianesimo nel periodo medievale.
Molto del materiale che ha attraversato i secoli è stato trasmesso dalla letteratura nordica antica. Da segnalare, in particolare, il ruolo fondamentale svolto dall’Edda, che rappresenta una produzione letteraria islandese. Oltre alle scritture ed alle antiche iscrizioni, altri elementi sono sopravvissuti grazie alle numerose tradizioni folcloristiche che ancora oggi vengono rivissute nelle Regioni del Nord Europa. Tra i miti più conosciuti, anche da chi non ha una conoscenza approfondita dell’argomento, possono essere citati il Valhalla, le Valchirie e l’Albero della vita, oltre alle figure di Dei ed eroi come Odino (il signore degli Dei e signore sia della guerra che della magia) e Thor (Dio del tuono), apparsi anche in numerosi film dedicati alla Mitologia Nordica che hanno riscosso un notevole successo di pubblico in questi ultimi anni, spingendo soprattutto molti giovani ad approfondire il tema.
Uno dei miti principali è rappresentato dall’albero cosmico nordico. Odino ha plasmato, con l’aiuto dei suoi due fratelli Víli e Vé un mondo a sua volta formato da 9 mondi e composto da 5 dischi, separati tra loro da uno spazio intermedio.

Albero Cosmico Nordico
Albero Cosmico Nordico

Asgardh costituisce la città divina, il cosiddetto “recinto degli Asi” nel quale regnavano appunto le divinità guerriere denominate Asi. Il palazzo in cui dimorano queste ultime prende il nome di Walaskialf e al suo interno, si trova il trono Hildskialf, su quest’ultimo siede Odino, accompagnato da Frigg. Sempre nel palazzo esiste una sala maestosa con un soffitto composto da migliaia di lance, sulle pareti sono posti scudi e parti di corazze. Valhalla ospita le anime di quei guerrieri che sono morti in battaglia, i guerrieri che rimangono uccisi e che dopo la fine degli scontri si risvegliano e tornano a Valhalla per banchettare nel corso della notte, soprattutto con pasti a base di vino e cinghiale.
Un secondo mondo che fa parte dell’albero cosmico è quello di Iötunheimr, si tratta del mondo dei giganti che comprende, al suo interno, una regione selvaggia come la Foresta di Ferro, nella quale trovano rifugio le donne Troll. Queste ultime sono delle donne gigantesche e dall’aspetto mostruoso, che hanno la possibilità di dare origine a creature molto feroci.
Helheimr costituisce la dimora di Hel, si caratterizza per le sue mura possenti, per i suoi cancelli realizzati in pietra e per la presenza di un cane molto feroce che lo difende. Hel è una fanciulla con un corpo mostruoso che racchiude le insegne della morte e della vita. La sala costituisce un rifugio per le persone che stanno per morire a causa, sia della vecchiaia che della malattia. Chi, tra loro, si è macchiato di colpe nel corso della propria vita viene, però, fornito come pasto al drago Nidhogg.
Alfar (o Alfheimr) è il regno degli elfi della luce, si trova sulla parte orientale del fiume Tanakvísl e presenta una grande catena di monti che lo delimita ad est. Comprende circa 12 territori ed è situato non troppo lontano dal Vanaheimr. La capitale è Ásgarðr che per alcuni si trova al centro del mondo. Óðinn era il sovrano, quest’ultimo presiedeva un collegio di dodici sacerdoti che si sottopongono al giudizio e al sacrificio. Dopo la sua morte il popolo era convinto che fosse tornato ad Ásgarðr, ad accogliere i guerrieri morti in battaglia.
Vànaheimr costituisce la dimora dei Vani, ossia degli Dei della fertilità e della pace, il nome significa appunto “desiderare” o secondo altre traduzioni “amore”. Si dice che si trovi nelle tarde fonti, ossia a ovest dell’Ásaheimr.
Svartalfheimr è la dimora degli elfi delle tenebre (od elfi scuri). Di un territorio abitato dagli Álfar parla il Grímnismál, che lo introduce ponendolo non troppo lontano dal mondo abitato dagli Dei. È posto nel sottosuolo e, secondo le leggende, vi si è recato Skírnir per chiedere ai nani che lo abitano di forgiare il laccio Gleipnir.
Midhgardhr può essere tradotto come “Recinto mediano”. Secondo la mitologia di origine germanica rappresenta il mondo centrale (la cosiddetta terra di mezzo), il cui compito è quello di accogliere gli uomini. Corrisponde, infatti, alla terra abitata dagli uomini.
Niflheimr, secondo le leggende scandinave, è il mondo della nebbia e del gelo, non a caso si trova nel nord. Da tale mondo provengono anche tutte le cose temibili. È stato dato in custodia a Hel, che vi ha riposto la sua dimora, per tale motivo spesso viene confuso con il regno dei morti. Al suo interno è posta la sorgente di Hvergelmir, dalla quale nascono i fiumi primordiali che hanno preso il nome di Élivágar, oltre a tutti i fiumi cosmici. Una delle 3 radici del frassino Yggdrasil è piantata in questo mondo.
Infine, Múspellsheimr è il mondo del fuoco e si trova a sud. È la sede dei “figli di Múspell”, ossia i distruttori del mondo. Proprio dalle scintille provenienti da questo mondo gli Dei creano le stelle e il sole. Il guardiano di tale terra è Surtr, al suo interno è anche ormeggiata la nave chiamata Naglfar.

Il Mito Babilonese del Diluvio Universale

Nel mito babilonese di Atra-hasis ( l’incredibilmente saggio ), il disappunto del dio Enlil risiede nel frastuono che la moltitudine degli uomini arrecano, così da disturbare la pace degli dèi. Il dio allora prova a decimarli in vari modi: malattie, carestie ed infine il diluvio come mezzo definitivo per distruggere l’umanità. Il dio Enki però si rende subito conto che gli uomini sono indispensabili agli dèi perché essi compiono i sacrifici dedicati a loro, quindi istruisce il suo protetto, il saggio di Shuruppak per contrastare il piano di Enlil.
Shuruppak fu una città della Mesopotamia ricordata soprattutto per questo saggio e non come Uruk per i suoi re, le sue ricchezze e le sue guerre; dire che questa città fu molto importante nel periodo dell’età di Fara per la scrittura ed infatti qui si ritrovarono le tavolette di Fara del periodo protodinastico III.
Enki dovette servirsi di un mortale perché gli dèi avevano stabilito un accordo in base al quale gli immortali non potevano intralciare i progetti di Enlil. Tutto quello che Atra-hasis dovrà fare è seguire alla lettera quello che gli dirà il suo protettore.
Quando il cielo riversò sulla terra il diluvio universale, Atra-hasis aveva già pronto il suo vascello per imbarcarsi con sua moglie ed i semi di tutte le cose viventi. Nulla si salvò sulla terra dal diluvio universale, tranne i passeggeri del vascello di Atra-hasis. Quando, dopo molto tempo, finalmente le acque si ritirarono, Atra-hasis e sua moglie poterono sbarcare sulla terra per compiere un sacrificio che attirò immediatamente gli dèi, affamati per queste onorificenze che gli uomini gli facevano in passato.
Enki, visti gli dèi affamati dai sacrifici dei mortali, protestò contro Enlil ed incaricò la dea madre di creare nuovi esseri umani per ripopolare la terra, in modo tale che possano di nuovo compiere nuovi sacrifici per gli immortali. Atra-hasis e sua moglie furono condotti in un angolo remoto del mondo e resi immortali, in modo che siano per sempre da monito per gli dèi affinché non distruggano mai più l’umanità. Per proteggere la tranquillità degli dèi dal frastuono degli uomini, Enki istituì delle classi di donne che non potessero procreare e la mortalità infantile, tramite un demone che ruba i bambini.