Il Martello di Thor

Thor era figlio di Odino e di Jörd, una divinità della terra. Si sposò con la bellissima Sif ed ebbe due figli, aveva anche un altro discendente concepito fuori dal matrimonio, il suo nome era Magni.
Thor fu l’ultimo a resistere all’avanzata del cristianesimo nelle popolazioni germaniche, forse perché era il dio delle persone comuni che lo poneva al centro del pantheon scandinavo, non è raro trovare la statua del dio con il martello al centro con Odino e Freyr ai suoi fianchi.
Thor nella letteratura e nell’immaginario popolare venne sempre raffigurato come un uomo  muscoloso, con chioma e barba di colore rosso vivo, con un martello in mano, i guanti di ferro ed una speciale cintura dispensatrice di forza fisica aggiuntiva. Il micidiale martello ( Mjöllnir ) emetteva fulmini ed aveva la proprietà di ritornare indietro nelle mani del dio. Famosa era anche la dimora di Thor ad Asgard, un immenso e luminoso castello ( Bilskirnir ) formato da ben 540 stanze. Viaggiava con un carro trainato dalle sue due capre, di cui a volte si nutriva, ma senza intaccare le ossa dei due animali, in modo che il giorno dopo potessero resuscitare.

Carro Thor
Il carro di Thor con le due capre a trainarlo

Thor aveva una fame sovrumana, si mangiava ogni giorno interi buoi, decine di salmoni e beveva botti di idromele.
Il dio del tuono, come Thor è sovente chiamato, dal punto di vista storico-mitologico non è come è stato trasposto nell’eroe dei fumetti, infatti i fulmini che vengono emessi dal suo martello, rappresentano la potenza dell’energia celeste, pronta a scagliarsi contro i demoni del caos e dell’oscurità.
Thor è interpretato per alcuni come un Ercole nordico con il martello al posto del bastone, oppure come Giove dal quale sembra avere molte più caratteristiche in comune. Basti pensare che nell’antichità, quando i popoli del nord optarono per il calendario romano, sostituirono il giorno giovedì ( giorno di Giove ) in thorsdagr ( il giorno di Thor ). La stessa influenza si nota anche nella lingua inglese  con thursday, espressione che deriva dal nome anglosassone di Thor ( Thunor ). In Germania il giovedì è Donnerstag ( giorno del tuono ) che deriva dal termine Donar, antico nome di Thor in tedesco.

I Fantasmi della Cattedrale di Nidaros

Nel 1924 la consorte del vescovo della città di Trondheim, l’antica Nidaros in Norvegia, durante una messa nella cattedrale vide un monaco avanzare nella penombra, indossava un saio marrone e si dirigeva verso l’altare. All’improvviso alzò la testa e sul collo aveva uno squarcio profondo che si estendeva per diversi centimetri fino al torace e da cui sboccava un fiotto di sangue. Possibile che la moglie di tale autorità religiosa cittadina si sia divertita a spaventare con questo racconto di spettri i credenti del proprio paese? Qualche anno più tardi un professore di filosofia si appostò la notte nella deserta cattedrale di Trondheim e disse di aver udito alcuni passi sinistri ed un canto cattolico risalente al 1208. In seguito a nuove testimonianze su presenze nella chiesa, disse che si trattava di due fantasmi, il primo un terribile abate che si dice abbia ucciso i suoi monaci ed il secondo, per il professore, è una delle vittime del primo. Quest’ultima entità era molto pericolosa in quanto era solita scaraventare dalle scale o prendere per la gola chiunque gli capiti a tiro e solo questo spirito passò alla storia divenendo in Norvegia lo spettro nazionale.
La cattedrale di Trondheim è stata costruita per conservare le spoglie di re Olav II Haraldsson, oggi santo patrono nazionale di Norvegia. Nell’XI secolo, proprio lui, un ex vichingo e pagano, convertì il suo popolo al cristianesimo, ma pagò questa sua impresa con la morte. Nel 1030, con un manipolo di soldati, sfidò a Stiklestad un esercito ben più numeroso di alcuni suoi feudatari ancora politeisti e cadde a terra trafitto da ripetuti colpi di lancia spirando proprio come un martire cristiano. Dopo il lutto iniziò la sua beatificazione e venne seppellito a Nidaros, in un luogo dove pochi anni più tardi sarebbe nata una chiesetta in legno, una sorta di embrione della cattedrale di Trondheim.
Sul luogo di sepoltura del re santo fiorì tutta una letteratura leggendaria, come la presunta riesumazione della sua salma ancora intatta a diversi anni dalla morte e racconti prodigiosi che riecheggiavano fino a sud della Scandinavia, tanto che nel 1070 si rese necessario ampliare la chiesetta in legno. Nel 1153 prendette forma il primo abbozzo della cattedrale di Nidaros, che intanto diventò arcivescovado ed uno dei centri spirituali più importanti dell’intero Nord Europa. Dopo la guerra civile di Norvegia vennero portati degli architetti britannici che aggiunsero un tocco gotico alla cattedrale. Nel XIII secolo si mise mano all’ottagono, prendendo spunto dalla cattedrale inglese di Canterbury e poi nel 1248 venne posta la prima pietra della facciata occidentale, nella quale furono poi sistemate molte statue a imitazione della cattedrale francese di Reims. Oggi la cattedrale ha forma di croce latina con un transetto, una torre maggiore e due minori e misura 102 m di lunghezza, 50 di larghezza e 21 di altezza. All’interno le navate del piedicroce sono tre, una maggiore e le altre collaterali. Il coro è composto da cinque segmenti e comprende un ottagono di 18 m di diametro. Il transetto ospita alcune cappelle, due maggiori e tre minori poste nella sua galleria.

 

Oggi la cattedrale accoglie circa 400.000 visitatori all’anno, non solo pellegrini cattolici che vi arrivano attraverso la vecchia strada del pellegrino, che parte da Oslo per arrivare a Trondheim. All’interno appare buia e tetra incutendo non poco timore, forse per quei due grandi organi o, per alcuni, la presenza dei fantasmi.