Anna Bolena e le Guerre per il Dominio dell’Inghilterra

L’evoluzione sociale ed i veloci cambiamenti che si possono riscontare nella quotidianità, hanno influito e stanno influendo in modo significativo sulle abitudini delle persone. Tali caratteristiche però, anche se in continuo mutamento, portano con sé un periodico riscontro storico; le quali, come in un ricordo distorto, si ripresentano periodicamente nel corso del tempo. Tra le periodicità su cui questa peculiarità viene maggiormente a presentarsi è la guerra, questa nel corso della storia sempre presente e dalle caratteristiche inconfondibili, ha regalato storie indimenticabili su cui poesia e leggende abbracciano la realtà. Nelle prossime righe ci focalizzeremo sul periodo storico in cui le guerre per il dominio dell’Inghilterra hanno donato storie affascinanti e su cui molti lettori riscontreranno similitudini attuali; in particolar modo analizzeremo la storia di Anna Bolena, personalità di spicco ed eclettica figura storica.

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In molti casi le storie più interessanti sono collegate maggiormente alle figure secondarie che non al protagonista; è il caso anche del re Enrico VIII, questi celebre non solo per la sue capacità di regnare ma soprattutto per le sue attitudini nel cambiare consorte. Tra le tante mogli che hanno influito sulla sua politica, Anna Bolena è certamente tra le donne con cui il re ha subito un fascino maggiore. Anna Bolena nacque nel 1501 (1507 secondo alcuni scritti antichi) nel castello di Hever nel Kent, il nome inglese Anne Boleyn è stato italianizzato per convenzioni letterali; grazie alla discendenza nobile è sempre stata in contatto con ambienti di alto livello, distinguendosi come letterato sia nella cultura inglese che francese. In giovane età si è unita in moglie con Enrico VIII e fu regina di Inghilterra e di Irlanda per tre anni, precisamente dal 1533 al 1536; tale unione comportò non pochi sconvolgimenti religiosi e politici. Tra gli eventi più significativi vi è lo Scisma anglicano, in cui la Chiesa Inglese decise di porre fine al rapporto con la Chiesa Cattolica Romana.


In questo clima di estrema tensione politica e religiosa, nel 7 settembre del 1533 nacque Elisabetta I, cocente delusione per il re Enrico VIII che dopo anni di turbolenti litigi con la precedente moglie Caterina per l’impossibilità di regalargli un erede maschio, ora è di nuovo alle prese con un erede di sesso femminile. Anna Bolena dopo la nascita di Elisabetta I, temeva per la successione da principessa di sua figlia, immaginando la preferenza di Enrico VIII per la precedente figlia scaturita dall’unione con Caterina. Al fine di evitare problematiche di sorta, il re decise di separare le due figlie e ciò comportò un incrinamento del rapporto con la moglie; già di fatto incrinato a causa delle continue infedeltà.

Anna Bolena ed Enrico VIII

Il rapporto tra i due durò solo tre anni, Enrico VIII ormai sconfortato dall’impossibilità di ricevere un erede maschio iniziò il suo piano per liberarsi di Anna Bolena e di prendere in moglie la nobile Jane Seymour. Tra le infinite accuse che il re attribuì ad Anna, le più celebri sono sicuramente: la stregoneria, l’infedeltà e la cospirazione verso il re. Queste calunnie portarono alla conseguente chiusura nella torre di Londra, dove successivamente venne giudicata e nel 19 maggio del 1536 venne decapitata all’età di 29 anni sotto la crudele lama di una spada.

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Nelle righe precedenti abbiamo visto, anche se in breve, quali possono essere i rapporti tra personaggi storici, a volte conflittuali, spesso infantili; importante però analizzare tali comportamenti con un occhio più attento, ponendo l’accento sul contesto storico in cui tali avvenimenti sono avvenuti. La forte matrice anglicana di Anna Bolena, non solo ha influito in modo significativo sul potere spirituale di Enrico VIII, ma ha posto le basi di un cambiamento epocale sulla cultura inglese e le potenziali ripercussioni di lotta con la chiesa Cattolica. La vita particolarmente libertina di Enrico VIII può essere anche schernita ed in qualche modo parodizzata, ma gli effetti e le conseguenze storiche che il rapporto con Anna Bolena hanno apportato alla storia sono indelebili. Ciò pone in evidenza la forza delle grandi personalità nel cambiare gli eventi della storia; per alcuni storici i soli tre anni di matrimonio tra i due non possono aver influito così tanto sulle guerre inglesi con la Chiesa e l’economia nazionale, eppure i dati mettono in luce il grande impatto emotivo che tali eventi hanno provocato. La figura di Anna Bolena però non si limita al solo Enrico VIII, tale personalità ha influito in modo significativo anche sulla poesia e sui miti che nel tempo sono stati tramandati. Tra le tante calunnie a cui Anna dovette sottostare ci fu quella di un possibile rapporto con il poeta Thomas Wyatt, confermato molti anni dopo dal nipote George Wyatt; questa informazione potrebbe risultare poco importante ma è interessante soffermarsi sull’importanza di Thomas Wyatt nella letteratura rinascimentale inglese. Questi infatti introdusse in Inghilterra la lirica petrarchesca e attraverso il sonetto, aprì alla grande storia poetica di fine Cinquecento, sfociata poi nei più illustri Shakespeare e Spenser.


La conclusione di questo articolo è facilmente deducibile; per quanto le guerre per il dominio inglese siano state infinite e dai risultati imprevedibili, il legame che c’è tra tutti gli avvenimenti è da ricercare nelle persone e nella loro grande personalità. I comportamenti e le conseguenti applicazioni reali sul campo di battaglia o nelle implicazioni politiche, sono sempre e saranno sempre influenzate da pensieri personali forti. Oggi abbiamo preso in esame il caso di Anna Bolena, ma le guerre inglesi sono caratterizzate da diverse personalità influenti e su cui anche oggi nella quotidianità si sente ancora un’aura ben presente.

Il Macabro Processo di Papa Formoso

Il giovane Formoso nacque ad Ostia nell’816 da una famiglia modesta, ebbe comunque accesso a studi di alto livello in ambito religioso. La sua carriera fu da subito molto brillante, prima vescovo della vicina diocesi di Porto, poi chiamato dal pontefice Niccolò I a recarsi in Bulgaria dove aveva il delicato compito di diffondere il cristianesimo latino al posto di quello greco.
Alla morte di papa Niccolò I succedette Adriano II che aveva una politica diversa rispetto al predecessore, infatti negò a Formoso di recarsi presso lo zar di Bulgaria. Indispettito da quest’ordine del papa, Formoso aderì alla corrente degli oppositori di Adriano II che accusavano quest’ultimo di aver corrotto i costumi morali del clero.
Con il successore di Adriano II, Giovanni VIII, l’impero carolingio si disgregò portando sull’Italia le attenzioni della stirpe di Carlo Magno e più in particolare la chiesa scelse Carlo il Calvo come suo sovrano, questi però delegò il governo del regno agli alleati del ducato di Spoleto. Formoso non si schierò mai né da una parte né da l’altra, nonostante questo il papa lo accusò di essere un alleato dei tedeschi e lo scomunicò, per questo se ne dovette andare in Francia aspettando tempi migliori. Alla morte del papa e di Carlo il Calvo, Formoso chiese il pentimento e la cancellazione della scomunica con possibilità di ritornare in patria.
Formoso fu eletto papa nell’891 a furor di popolo, non per suo volere, anzi non era per nulla contento dell’investitura perché ormai ottantenne. Papa Formoso era schierato con i tedeschi ed era visto non di buon occhio dal ducato di Spoleto che inviò delle truppe a catturarlo rinchiudendolo a Castel Sant’Angelo. In aiuto del pontefice accorsero i tedeschi, che dopo qualche tempo se ne ritornarono in patria, gli spoletini ritornarono al contrattacco a vendicarsi del traditore Formoso. Il papa era molto vecchio e prima di essere catturato dagli spoletini morì.
Con la proclamazione di papa Stefano VI il periodo della Chiesa divenne molto buio, infatti questo pontefice è stato descritto come il più crudele della storia pontificia. Intorno ai seguaci di papa Formoso fece terra bruciata, eliminando tutti coloro che avevano ricevuto nomine da quest’ultimo. Oramai gli spoletini Ageltrude e Lamberto avevano il pieno controllo sulla chiesa con papa Stefano VI, al punto da voler umiliare papa Formoso anche dopo la sua morte.

Il processo a papa Formoso
Il processo a papa Formoso

Il macabro giudizio ebbe luogo nella basilica del Laterano, la salma di papa Formoso fu estratta dal sarcofago nel quale giaceva da oltre nove mesi e fu issata su un trono. A lato del trono con il macabro resto prese posto un diacono incaricato di fare il difensore di Formoso, imitandone perfino la voce come se questa venisse dall’oltretomba.
Formoso subì la peggiore delle condanne, l’annullamento dell’elezione a papa e la distruzione di ogni sua effige in qualsiasi luogo. Gli spoletini e Stefano VI non contenti ancora, fecero tagliare le tre dita dalla mano destra con il quale il papa impartisce la benedizione ai fedeli, inoltre il corpo di Formoso fu denudato, dato alla folla e gettato nel Tevere.
Dopo qualche giorno da questo macabro processo, “Sinodo del cadavere“, una parte della chiesa del Laterano crollò e dopo qualche mese anche Stefano VI morì. Tutto questo portò a pensare sia ai romani che agli spoletini che una sorta di punizione divina accadde ai fautori di quel macabro processo. Nell’897 Teodoro II riabilitò papa Formoso e la sua salma venne portata nella basilica di San Pietro, dove ancora oggi riposa.